Dal seme al germoglio

Guida alla scelta dei semi di cannabis e alla loro germinazione

All’apparenza è un lavoro semplice: si prende il seme e si imbuca nella terra o nel substrato di coltivazione. Si bagna, e si aspetta. Si aspetta. Si aspetta…. Finché un giorno non fanno capolino due timide foglioline verdi che annunciano la nascita di una nuova piantina. Beh, questo è ciò che abbiamo imparato sulla semina alle elementari, ma le cose sono un po’ più complesse, soprattutto

Semi regolari, femminizzati o autofiorenti?

A seconda del tipo di coltivazione che intendete avviare, dovrete scegliere i semi più adatti a voi.

In generale, I semi Regolari sono adatti a chi vuole far riprodurre le piante o creare ibridi, ma richiedono conoscenze molto approfondite per ottenere risultati positivi.

I semi femminizzati garantiscono (quasi al 100%) che da essi nasceranno solo piante femmine e alleggeriscono dunque il coltivatore dalla preoccupazione di individuare per tempo piante maschili che potrebbero rovinare il raccolto.

I semi autofiorenti, infine, sono le ferrari della cannabis. Iniziano a fiorire automaticamente in base all’età della pianta, senza tener conto del fotoperiodo (le ore di luce giornaliera), che per le altre piante è invece fondamentale.

Per chi utilizza una micro grow box, di solito la scelta più facile è costituita dalle autofiorenti, che sviluppano anche un’altezza più bassa. Anche gli utenti di Linfa, la grow-box prodotta da Robonica di cui noi siamo fans, utilizzano di solito i semi autofiorenti, che permettono una coltivazione senza problemi e una buona resa. Presto però sarà possibile coltivare anche semi femminizzati.

Per approfondire quest’argomento, una guida di Royal Queen Seeds spiega tutto per bene.

Controllate la qualità

Una volta scelto il tipo di seme, è bene verificarne la qualità, per evitare brutte sorprese e delusioni.

I redattori di Canna Connection hanno stilato alcuni suggerimenti, che possiamo riassumere così:

  1. controlla il colore: i semi verdi o troppo chiari non sono maturi e molto probabilmente non germoglieranno. Il colore di un seme sano è scuro, marrone o grigio, può avere delle macchie nere.
  2. Controlla la durezza: se il seme si frantuma prendendolo fra due dita non è buono (anche perché ormai è inutilizzabile!).
  3. Mettili in un bicchiere d’acqua: se vanno a fondo sono buoni, se gallegiano no (un po’ come le uova).

Il consiglio più saggio, però, è questo:

Comunque, acquistare semi da una rinomata banca di semi è il modo più sicuro per ottenere esattamente ciò che desiderate. In questo modo potrete infatti scegliere le caratteristiche esatte che intendete ricavare dalle vostre piante.

Finalmente, la germinazione

Una volta scelti i semi ideali, la tua coltivazione può iniziare. Se sei un fortunato possessore di Linfa, ti basterà porre i semi negli appositi pad e avviare il programma di coltivazione, e il gioco è fatto. Secondo alcuni, però, è meglio far germinare i semi fuori dalla grow box, e iniziare la coltivazione a partire dai germogli. Parliamo quindi dei diversi metodi per far germinare i semi.

La semina in Linfa

Per innescare la germinazione di un seme occorrono tre elementi: acqua, aria e una corretta temperatura. Quando sono tutti presenti, questi tre ingredienti stimoleranno la germinazione, dando il via al ciclo vitale della pianta. Si tratta di creare, insomma, una primavera artificiale. Vi sono diversi metodi, alcuni dei quali illustrati nel video qui sotto (ringraziamo ancora una volta Royal Queen Seeds).

In questa guida di idroponico.it troverete tutto ciò che c’è da sapere sui principali metodi di germinazione, ovvero:

  • metodo del bicchiere d’acqua;
  • metodo del tovagliolo bagnato;
  • piantare il seme direttamente nel substrato di coltura;
  • metodo dei cubetti di lana di roccia;
  • uso di cubi di torba o fibre di cocco.

Un’altra guida alla germinazione (in inglese) è quella del sito Grow With Jane, ricchissima di consigli e di immagini.

Semi vecchi

I semi di cannabis (come molti altri semi) si conservano per diversi anni. A volte però i semi più vecchi possono presentare un guscio indurito che potrebbe rendere la germinazione più difficile. Vale la pensa, in questi casi, di provare alcune tecniche che possono aiutare il seme a iniziare il processo di germinazione.

Dinafem, in questa guida, consiglia, innanzitutto, di conservare i semi in frigo a una temperatura tra i 6 e i 8 gradi Celsius e con un’umidità relativa del 20% o 30%. E sempre lontani dalla luce. In questo modo si preserverà per lunghissimo tempo il loro potere germinativo.

Poi illustra una serie di metodi che possono favorire la germinazione dei semi vecchi, che vanno dall’uso dell’acido fulvico fino a metodi “violenti” come quello della carta vetrata:

Potete quindi grattare lo strato esterno del seme con un po’ di carta vetrata, creando delle microabrasioni che dovrebbero favorire l’ingresso di acqua. Per non esagerare vi consigliamo un metodo artigianale: bisogna avvolgere un pezzo di carta vetrata molto sottile con la parte abrasiva verso l’interno e fissarlo con il nastro adesivo; dopo bisogna introdurre i semi all’interno e chiudere le aperture con le mani. Facendo così è possibile agitarlo per qualche minuto e la carta vetrata farà il suo lavoro

Adesso, avete tutti gli strumenti per iniziare la vostra coltivazione. Buon lavoro e, se vorrete, condividete i vostri risultati su We Love Growing Cannabis.

--

--

My last name is an attestation to my Italian origins. I write about everything cannabis.

Love podcasts or audiobooks? Learn on the go with our new app.

Get the Medium app

A button that says 'Download on the App Store', and if clicked it will lead you to the iOS App store
A button that says 'Get it on, Google Play', and if clicked it will lead you to the Google Play store
Jack De Felici

Jack De Felici

My last name is an attestation to my Italian origins. I write about everything cannabis.